In tutto il regno di Erewan si respirava un'aria gioiosa; era stata infatti indetta una settimana di festa per la riconciliazione del regno con quello di Pyovan che sarebbe culminata con il grande matrimonio tra Graham ed Eleeve, rispettivamente i principi dei due regni.
Erewan era sempre stato acerrimo nemico di Pyovan perchè, nonostante la vicinanza, nessuno dei due aveva mai permesso lo sfruttamento della ricchissima miniera d'oro che venne scoperta proprio al confine; Re E'thel, l'allora sovrano di Pyovan allora cominciò a scavare di nascosto durante la notte, grazie ad alcuni goblin compiacenti che avevano accettato in cambio di una parte dell'oro ricavato.
Una volta accortosi di ciò Re Cryek fece chiudere la miniera e pose di guardia un corpo appositamente formato da guardie reali; il fatto che fossero tutte guardie di Erewan indispettì E'thel che pretese a quel punto che la metà delle guardie provenissero da Pyovan; Cryek rifiutò adducendo come spiegazione il furto di oro ad opera dei goblin da lui assoldati ed E'thel si infuriò cominciando a bloccare tutte le vie che da Pyovan portavano ad Erewan causando così un danno non indifferente a Re Cryek.
Tutti questi infantili giochetti andarono avanti per mezzo secolo fino alla morte dei due vecchi regnanti; i figli provarono a continuare la diatriba ma persero subito la voglia e così, riconoscendo la questione come fondamentalmente stupida, decisero di porvi ufficialmente fine, tanto più che i loro figli erano innamorati e che comunque, volente o nolente, prima o poi avrebbero concluso loro la questione.
Tutti i dispetti che si erano fatti i vecchi re vennero cancellati, tutte le tasse straordinarie abolite e vennero permessi nuovamente i matrimoni tra persone dei due regni, il primo dei quali sarebbe proprio stato quello dei loro due figli.
Fu proprio così che la grande festa ebbe inizio, i regnanti concessero due settimane di sospensione di tutti i lavori, bande di musicanti avrebbero suonato per tutti i due regni e in ogni paese durante il terzo giorno di ognuna delle due settimane ci sarebbe stato un sontuoso mercato aperto a tutti i commercianti dei regni confinanti.
Come ulteriore segno di riconciliazione il sovrano di Erewan acconsentì a regalare il preziosissimo anello di famiglia ad Eleeve come anello nuziale, e durante il secondo giorno di festa un messo partì subito per il castello del Re E'thel secondo, l'attuale regnante di Pyovan.
Ma non erano proprio tutti contenti di questa riappacificazione; al palazzo del barone Almar in quei giorni di festa c'era un'atmosfera cupa.
Il barone infatti era uno di quelli che aveva maggiormente speculato sulla vecchia diatriba, approfittando del blocco delle esportazioni vendeva ogni genere di cose al regno di Erewan ad un prezzo nettamente maggiore del normale, ma ora che tutto era cessato si sarebbe trovato povero in pochissimo tempo; inutile dire che questo lo preoccupava non poco.
Era da poco iniziato il terzo giorno di festa che lui aveva fatto chiamare subito Terrin, suo fratello e socio in affari per vedere se c'era qualcosa che si poteva ancora fare per salvare la loro situazione finanziaria da un inesorabile tracollo e stavano discutendo animatamente quando una delle guardie entrò con fare circospetto e diede un colpetto di tosse per attirare su di se l'attenzione dei due fratelli.
"Che c'è?" risposero quasi in coro seccamente.
"Mio... ehm... miei signori, è apena arrivato un vostro messo dal regno di Erewan, è quello che era in carica a Tindar, la capitale"
"Ebbene? Perchè non è venuto di persona?"
"Perchè è veramente ridotto male, è in fin di vita e desidera parlarvi, dice di avere notizie molto interessanti"
Mentre i due si alzavano Almar chiese:
"Cosa gli è successo?"
"Credo - fu la risposta della guardia - che siano stati i cinghiali del vostro parco privato; Zemin deve aver cercato di prendere una scorciatoia ma una madre con i cuccioli nati da poco lo ha sorpreso e lo ha attaccato. E' ridotto veramente male, se non lo avessimo notato durante un giro di ispezione credo che sarebbe morto la. Ha anche la testa rotta e parla in un modo poco comprensibile; i chierici stanno cercando di curarlo ma non credo che ce la possano fare"
"Bene, vai pure" fu il secco commento di Almar.
Non appena diedero uno sguardo i due fratelli dovettero tirarsi indietro per bloccare i conati di vomito; dire che era ridotto male era dire molto poco, di tutte le ossa del suo corpo probabilmente si era salvata miracolosamente solo la spina dorsale, le altre era fin troppo evidente che erano rotte in più punti e alcune uscivano direttamente da profondi tagli nella carne.
Attorno a lui c'erano tre chierici, tutti sudati nel tentativo di salvare il salvabile ma lo si poteva vedere dalle facce che stavano solo cercando di allungargli la vita quel tanto che sarebbe bastato per dire quello che sapeva, così, ricacciato indietro un senso di repulsione Almar mise la faccia vicino alla testa martoriata di quello che una volta era il suo più valente informatore.
"Sono io, Almar, cosa volevi dirmi?"
"Mio Shighnoore.... Re Ehrrhewan ... reghaalo ... Eliheeve..."
cominciò pateticamente Zemin; Almar capiva pochissimo ma aveva notato che suo fratello prendeva appunti su una pergamena e così gli fece segno di continuare.
"Agnhello rheaale... in sscieshto chopperto. Arrihvha tre gihorni"
Non appena ebbe finito di dire queste cose stancamente fece segno ai chierici di smetterla, sapeva benissimo che non c'era più speranza; i guaritori alzarono gli occhi verso Almar per avere una conferma, conferma che ottennero e alla quale obbedirono.
Morto Zemin, Almar diede disposizioni per il funerale e si ritirò nella sua stanza con il fratello:
"Tu hai capito cosa diamine ha detto Zemin prima di morire?"
"Ovviamente no, però lascia che studi un momento i miei appunti...
vediamo, la prima parte e' piuttosto chiara: Re Erewan regalo Eleeve"
"Il Re di Erewan vuole fare un regalo a quella sciacquetta..."
interruppe Almar furioso.
"Calma, poi dice: Anello reale"
"Addirittura l'anello reale" altra interruzione.
"Pare di sì, poi continua dicendo: arriva tre giorni; però in mezzo c'è quel 'sscieshto chopperto' che non so cosa possa voler dire"
"Ma certo!!! - esclamò Almar - vuole dire che è in un cesto coperto e che arriverà tra tre giorni. Questa sì che è una buona notizia..."
"Conosco quell'espressione Almar, tu hai in mente qualcosa; vuoi rendere partecipe anche il tuo amato fratellino?" concluse ironicamente Terrin.
"Non dobbiamo fare altro che aspettare e poi rubare al messo il cesto con l'anello facendo rapire il portantino da una banda di orchetti, che almeno sono un po' più intelligenti dei goblin che usò il vecchio Re"
"E poi?"
"Siccome sono convinto che E'thel secondo sappia di questo regalo noi dovremo farlo arrivare comunque a corte; ovviamente però l'anello sarà sostituito con un falso. Io poi farò in modo di consigliare al Re di farlo valutare da un nano orafo; posso già immaginare la faccia che farà quando saprà che il prezioso dono di riappacificazione è un misero falso. Come minimo si riapriranno le ostilità"
"Ma non credi che il messo dirà di essere stato rapito?"
"Ed è qua che entriamo in scena noi, vestiti da combattimento arriveremo a cavallo nel luogo del rapimento, faremo fuori facilmente gli orchetti per non lasciare testimoni e faremo credere al messo di essere venuti a salvarlo avendo avuto la segnalazione tempestiva di alcuni cittadini."
"Sei diabolico fratello" rispose Terrin con un sogghigno.
Non appena Almar ebbe finitodi spiegare il suo piano, due figure nascoste nell'ombra si allontanarono dal castello in due direzioni diverse.
UN'ORA DOPO:
Gilda dei ladri, porta d'ingresso:
"Parola d'ordine"
"Vaso di Kneill" da sempre la parola d'ordine della gilda dei ladri era l'ultimo artefatto prezioso rubato da Sky, il capo della gilda; normalmente veniva cambiata settimanalmente.
"Entra Fix, che piacere rivederti, è da tanto che non ci si vede."
"Carissimo Drop, quanto è vero, da quando Sky mi ha mandato a spiare quel fannullone di Almar non succede mai niente che valga la pena di venire a riferire, finalmente sembra che ora qualcosa si sia mosso" "Novità?" chiese quasi stupito Drop.
"Uhm... fammelo prima riferire a Sky, poi se lui non mi dice altrimenti te lo dirò, va bene?"
E poi senza attendere la risposta Fix bussò alla porta della stanza del capo.
"Chi è?" fu la risposta.
"Sono Fix, ho una buona notizia da dare a Sky, fammi entrare"
Accostando l'orecchio alla porta Fix sentì dei mormorii, dopodichè la porta si spalancò e una guardia tutta muscoli fece segno alla spia di entrare, chiudendo i battenti subito dopo il suo passaggio; un'altra guardia gli chiese di depositare sul tavolo tutte le armi prima di poter parlare con Sky.
"Prima non era così - pensò Fix con una nota di rammarico - ci si fidava degli altri membri della gilda"
Il pensiero si spense con un sospiro e Fix si ricompose prima di arrivare in presenza del capo.
"Fix, finalmente mi porti una nuova dal castello del barone; avanti siediti e fammi sapere cosa hai spiato"
"Se non altro è cortese" questa frase terminò il discorso interiore iniziato poco prima.
"Capo - esordì Fix ad alta voce - sono venuto a conoscienza di un fatto importante..."
Dopodichè la spia raccontò del dono e del piano di Almar al suo capo; al sentire nominare l'anello Sky si illuminò tutto; era un gioiello molto prezioso stando ad indiscrezioni, ma era praticamente impossibile sapere dove veniva tenuto nascosto, ed ora lo avrebbe avuto a portata di mano; gli sembrava incredibile.
Infatti il sorriso era sparito dalle sue labbra quando Fix spiegò il piano di Almar, tuttavia Sky fece spallucce e disse semplicemente "Beh, basterà rubare l'anello PRIMA che il messo entri nella capitale di Pyovan, farò in modo che i ragazzi si dispongano prima delle tre entrate principali, e se dovessero arrivare degli orchetti basterà farli fuori. Grazie per la buona novella Fix, la notizia di un furto simile farà scalpore" terminò Sky con gli occhi luccicanti di bramosia.
Baracche abbandonate, quartier generale dei ribelli:
Ecco dove si dirigeva la seconda figura uscita dal castello del barone.
Non fece nemmeno in tempo ad entrare che si trovò sotto il tiro di una balestra finemente istoriata, costruita di legno leggero ma resistente più del ferro; a tenerla in mano era un nano.
"Mek, smettila sono io. Un giorno o l'altro le mani ti si fonderanno con l'impugnatura della balestra"
"Lo sapevo che eri tu Kal, ma ho pensato di farti un po' di paura"
disse il nano sogghignando e abbassando l'arma; poi, con uno slancio, abbracciò il nuovo arrivato, che era un nano come lui.
In tutta quella baracca c'erano solo nani, in effetti i ribelli erano i nani minatori che, dopo la chiusura di tutte le miniere, si erano ritrovati senza lavoro; la professione del minatore un tempo era molto apprezzata, ma da quando esistevano le miniere avevano cominciato a diffondersi anche i ladri e così i vecchi regnanti pensarono bene di chiuderle in modo da frenare la criminalità.
Inutile dire che ciò non fermò il dilagare delle bande di ladri nè andò a genio ai nani, i quali si riunirono e decisero di fare in modo di mettere i bastoni fra le ruote in tutti i modi ai vecchi re; infatti parte delle rivalità tra i due regni erano state molto amplificate da loro.
Dopo i saluti di rito, dal fondo si alzò dallo sgabello il capo in persona che chiese a Kal:
"Allora? Ci porti novità? Hanno deciso di riaprire le miniere?" era la domanda di rito di tutti i loro incontri.
"No Zak, ma questa volta c'è in ballo qualcosa di grosso..." e raccontò per filo e per segno la storia udita nel castello, compreso il piano di Almar.
Zak per un attimo rimase in piedi pensieroso poi si sedette, trangugiò una sorsata di birra e disse:
"Ho riflettuto abbastanza e ho concluso che questa è l'occasione buona che abbiamo sempre aspettato, l'anello è il bene più prezioso che il regno di Erewan abbia mai posseduto e noi che lo abbiamo forgiato lo sappiamo meglio di tutti"
In effetti l'anello aveva più di trecento anni, ma la maggior parte dei presenti superava abbondantemente il quarto secolo di età. Dopo un momento di pausa continuò dicendo:
"Provate a pensare cosa accadrebbe se venisse rubato? Sicuramente ci sarebbe lo scompiglio ad Erewan e arrabbiature a Pyovan per il regalo mancato. Sicuramente riaffiorerebbero antiche questioni e ci si ritroverebbe di nuovo separati, ma se noi, all'ultimo momento ci presentassimo dai sovrani dichiarando di avere l'anello? Sono convinto che, in cambio di esso, ci concederebbero di riaprire le miniere. Cosa ne dite?"
Tutti gli astanti si guardarono un momento negli occhi ponderando la questione, poi, con un gran sorriso sulle labbra, levarono i boccali facendoli sbattere rumorosamente e gridarono il loro assenso al piano del loro capo.
Zak si compiaque del proprio piano e mise a punto i dettagli:
"Dobbiamo fare in modo di controllare il castello per poter osservare la gente che si avvicina; nonostante la ressa ci saranno poche persone dirette al castello con un cesto coperto sotto il braccio. Fate in modo di affittare tutte le camere con balconi che danno sulla strada della locanda di Seth, non preoccupatevi dei soldi, abbiamo ancora oro a sufficienza; mi raccomando, non dobbiamo uccidere il messo, solo impossessarci dell'anello e fare in modo che chi lo porta non sappia che siamo stati noi. CHIARO?"
Altra levata di boccali e altro assenso.
Deposito minerario abbandonato, quartier generale degli orchetti:
Nonostante fosse partito subito, Almar e Terrin ci misero circa un'ora per arrivare al deposito; non appena entrarono si tapparono il naso per proteggersi, senza troppo successo, dalla puzza che stagnava nell'aria.
Venne loro incontro un orchetto lordo oltre ogni dire che ogni tanto si grattava da qualche parte, sicuramente per le pulci.
"Gruk?" Disse appena li raggiunse, ma poi si accorse con chi stava parlando e riparò subito:
"Me spiace, no pensava che voi venuti qua" disse parlando stentatamente la lingua degli umani.
Sempre con le dita strette sul naso Almar gli spiegò tutto il piano "Allora, lo farete?" chiese alla fine.
"Noi potere fare, ma miei soldati vorrà uccidere messo, e io volere..." terminò la frase sfregando il pollice sull'indice e sul medio; in sostanza voleva soldi.
"Per quello che riguarda il messo te lo puoi scordare Trok, per i soldi vedremo, quanto vuoi?"
"Tu dare e poi io dico se voglio di più"
"Venti monete"
"Ma miei uomini no posso uccidere messo"
"Trenta, non una di più"
Con un sorriso diede una pacca al barone, che si ritrasse schifato dal contatto, poi si girò dai suoi uomini e parlò nella lingua degli orchi, una miscela di suoni secchi che facevano rabbrividire.
I soldati di Trok alzarono i loro spadini arrugginiti e li fecero tintinnare assieme per dimostrare il loro assenso.
TRE GIORNI DOPO: IL GIORNO DELLA CONSEGNA:
Entrata est della capitale di Pyovan: fuori dalle mura.
"Pssst, ehi Spear, guarda quello" disse una voce da dietro un cespuglio.
"Lo vedo Cloud, lascialo perdere, non vedi che è un contadino? Non puo' essere il messo. Sicuramente sarà più regale" fu la risposta sussurrata da dietro il cespuglio attiguo.
"Allora cosa ne dici di quello?"
"Va meglio, ma non vedi che non ha un cesto? ZITTO! Ci siamo, guarda quello; secondo me è perfetto" disse Spear indicando un uomo vestito molto bene, con un cesto intrecciato coperto da un panno rosso e bianco sotto il braccio.
Cloud annuì in assenso e si preparò all'imboscata.
Quando l'uomo passò loro accanto, quattro braccia spuntarono fuori da dietro i cespugli e gli afferrarono le gambe facendolo cadere in avanti; poi lo trascinarono tra i cespugli con una mano sulla bocca e, tenendo il malcapitato a faccia sotto per non farsi vedere in viso, gli diedero una gran botta in testa facendogli perdere i sensi.
"Ca l'abbiamo fatta, è nostro; capo Sky sarà contento e tutta la gilda di ladri parlerà di noi anche se il capo si attribuirà i meriti" fu il commento entusiasta di Cloud e Spear mentre si addentravano nel boschetto con il cesto sotto il braccio, volendo arrivare al riparo prima di vedere l'anello tanto agognato.
Entrata est della capitale di Pyovan: dentro le mura.
"Stokk kur'ak krik" [tradotto dall'orchesco: "Ma quando arriva?"] disse impazientemente una voce nascosta nell'ombra di un vicolo laterale.
[Stai calmo Perk, il capo ci ha assicurato che arriva oggi] fu la risposta di un orchetto nascosto nello stesso vicolo.
[Non è possibile che sia già stato preso ad un'altra entrata?]
[Se succedesse verrebbero ad avvertirci, intanto tieni gli occhi aperti] [Cosa ne dici di quello?]
[Non è abbastanza importante, guarda quello piuttosto]
[Idiota, non vedi che non ha nessun cesto? Ha qualcos'altro in mano che tiene coperto, ma il capo ci ha detto un cesto]
Passarono altri cinque minuti dopodichè Perk ebbe un sussulto:
[Zokk, guarda, quel tipo pare importante e ha un cesto, anche se piccolo]
Perk osservò il vecchio fermarsi a dire due parole con una delle guardie, spostando da un braccio all'altro con nervosismo un cesto coperto con velluto verde che sembrava parecchio pregiato; la guardia gesticolò in direzione est, dove c'era, tra le altre cose, il castello.
[Hai visto giusto Perk, è lui]
Attesero con impazienza che il vecchio si avvicinasse e poi, con mani sudice, lo tirarono improvvisamente nel vicoletto all'ombra; il vecchio ebbe solo il tempo di emettere un gemito soffocato poi ci fu il rumore attutito di un corpo che cade per terra dopodichè una mano inerte spuntò fuori dall'ombra.
[Non avrai esagerato?] chiese Zokk.
[Non è morto, presto portiamolo dal capo, tu porta a spalla il messo e io porto il cesto, non toccare] disse Perk schiaffeggiando la mano del compagno che stava per spostare il velluto per vedere l'anello.
Locanda di Seth: balconata superiore.
"Accidenti, con questo mercato c'è troppa gente e in tanti hanno un cesto; io mi chiedo come faremo a distinguerlo" disse Mek stropicciandosi gli occhi.
"Il capo l'ha detto no? Non ce ne saranno molti che vogliono entrare nel castello ti pare?" rispose Kal, anche lui intento a guardare.
"Kal, presto guarda quel tipo vestito in blu, nel cesto vedo qualcosa che luccica"
"Uhm... no non credo, sembra un normale contadino vestito a festa, ma come fai a distinguere..." la frase venne lasciata a metà quando Kal alzò gli occhi e vide Mek che stava puntando con la balestra.
"Sei impazzito per caso? Il capo ha detto che non dobbiamo uccidere"
"Cosa credi, che non lo sappia? E' solo che con questo - disse indicando un vetro montato sul mirino - riesco a vedere più grosso"
"Che cos'è?" chiese Kal incuriositosi.
"E' un particolare vetro che ingrandisce, me l'hanno dato i nani di Dior; è un regno che confina a nord con Erewan, lì le miniere sono ancora aperte e i nani delle regioni a sud si sono specializzati nella lavorazione del vetro, basta infatti incurvarlo un po' e si può ingrandire. E' ottimo con i bersagli fissi"
"Ma tutte le persone qua sotto sono in movimento"
"Sì, ma io punto ai cesti, sono più facili da tenere d'occhio"
"Kal, Mek - disse un nano accanto a loro - guardate quel tipo laggiù che chiede informazioni alla guardia del castello"
"Potrebbe essere lui... ah, no, non vedi che non è un cesto quello che ha sotto il braccio? E poi se ne sta tornando indietro; Mek, riesci a vedere cosa ha sotto il braccio?"
"Sto già guardando, ma è coperto bene; comunque sembra un pietrone, probabilmente un minerale pregiato che vuole vendere al mercato; quello invece mi sembra perfetto" disse Mek seguendo un signore distinto che aveva atteso di poter parlare anche lui con la guardia "Deve essere lui, la guardia gli fa cenno verso il castello, aspetta, gli dice di tornare dopo; che fortuna sfacciata, si dirige verso la locanda; presto Mek vai di sotto e cerca di sapere in che stanza alloggerà"
"Subito" rispose Mek partendo come una scheggia nonostante le gambette corte.
Arrivato di sotto Mek si avvide che stava conversando amabilmente con Seth e che aveva poggiato il cesto a terra; l'occasione era propizia, la sua altezza gli permetteva di non superare il bancone così che gli sarebbe stato piuttosto facile passare inosservato.
Con un movimento fulmineo Mek riuscì a trafugare il cesto e a risalire le scale senza essere notato.
"Presto, ho il cesto; tirate fuori i vostri per confondere le idee e andiamocene prima che si accorga che questo è il suo"
"Ma l'anello c'è?" chiese Kal.
"Dentro ci sono diverse scatole, presumo che l'anello sia in una di esse, ma non c'è tempo per aprirle tutte, ci penseremo alla base"
Il messo del Re di Erewan si stava tranquillamente incamminando verso il castello per entrare, ma si accorse, grazie ad una meridiana sul muro di una casa, che era ancora presto, il suo arrivo era previsto non prima di tre ore almeno e così, dopo aver salutato la guardia che era un suo conoscente, decise di dare uno sguardo al mercato prima di entrare.
Dietro di lui, un signore di mezza età cun un cesto sotto il braccio aveva chiesto delle informazioni:
"Credo che alla fine della giornata queste povere guardie avranno già dato le stesse informazioni migliaia di volte" pensò.
Il mercato era effettivamente molto vario e le tre ore passarono veloci come un lampo, tanto che per poco non arrivava in ritardo.
Appena entrato venne accolto da alti funzionari in pompa magna e quando mostrò a tutti il gioiello, Re E'thel secondo rimase a bocca aperta nonostante sapesse del regalo.
"Incredibile - disse il Re - non avevo mai visto una pietra preziosa brillare tanto, per non parlare dell'oro tutto attorno cesellato come due grifoni rampanti"
"Guardate - disse rivolto ai consiglieri - gli animali sono stati istoriati talmente bene che si vedono le pupille degli occhi, e con gli artigli sottilissimi creano l'intreccio che incastona la gemma.
Questo è un regalo degno di un Imperatore, ma c'è una cosa che mi lascia perplesso, questo bellissimo blocco di minerale in cui è stato incastrato l'anello, non rovinerà l'oro?"
"No mio signore, se guarda bene, i nani minatori che hanno tagliato questo stupendo 'SCISTO' hanno rivestito la guida per l'anello di velluto pregiato di modo che non si rovini; infatti l'anello si può sfilare per poter essere portato al dito e riposto nel minerale quando lo si vuole solo mostrare o durante la notte; l'unico onere sarà appunto quello di sostituire il velluto quando si sarà consumato"
"Meraviglioso" esclamò il re entusiasta.
Il resto della giornata passò tra una chiacchierata e l'altra ed infine arrivò il momento per il messo di tornare al regno di Erewan.
Re E'thel secondo volle però dargli un dono di ringraziamento da riportare al suo regno; durante i saluti arrivò il capo delle guardie e consegnò al Re il foglio di pergamena su cui erano riportati tutti i crimini che erano stati commessi quel giorno. Il re lo lesse ed improvvisamente scoppiò a ridere sganasciatamente tanto che gli sfuggì di mano il foglio.
Il messo nell'atto di raccoglierlo lo lesse e dovette sforzarsi molto per non ridere lui stesso; il foglio riportava, come prima cosa, un rapimento di un nobile da parte di alcuni orchetti sventato dal Barone Almar e dal fratello Terrin culminato con la morte degli orchetti rapitori e poi, più in piccolo, riportava la frase:
Segnalati dodici casi di furto di altrettanti...
"CESTI PER IL PRANZO".
